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Le auto moderne si rubano più facilmente
Se vi dicessero che quasi è più facile introdursi nella vostra nuova auto dotata di innumerevoli dispositivi elettronici piuttosto che in quella che avete appena fatto rottamare, come reagireste?
14/03/2018

Fareste fatica a crederci, probabilmente. In realtà tutto sembrerebbe tristemente vero, almeno stando a quanto lo Swiss Federal Institute of Technology ha scoperto con una sua ricerca.

Andando con ordine, iniziamo col dire che tutti abbiamo ormai un’idea di quanta elettronica possa esserci in un’auto: led, sensori di parcheggio, freni di stazionamento elettronici e tanti altri sono i dispositivi hi-tech che troviamo nelle auto più recenti. L’accesso all’auto e la sua accensione non esulano da tutto ciò, e dalle chiavi classiche che aprivano gli sportelli e mettevano in moto il motore si è passati negli ultimi anni alle smart key; esse utilizzano una tecnologia a radio frequenze per poter fare queste stesse azioni, anche a distanza e senza chiavi da inserire, e possono avere la forma di semplici telecomandi oppure di sottili card.

Nella ricerca svizzera si è quindi scoperto che le smart key che vengono utilizzate normalmente dalle case costruttrici utilizzano i segnali radio a breve distanza, ma questa connessione senza fili è molto vulnerabile, come sembrano aver dimostrato i test svolti dall’istituto elvetico.

La ricerca si è svolta utilizzando dieci differenti modelli d’auto di otto tra i maggiori costruttori: per ciascuno di essi, nessuno escluso, il team svizzero è riuscito a sbloccare e a far ripartire il veicolo sottoposto ad esame.

I finti ladri hanno utilizzato un sistema che si basa su due antenne: una in mano all’hacker e messa vicino all’auto “bersaglio” per entrare nel veicolo e avviare il motore, e l’altra occultata in una borsa e usata per amplificare il segnale tra i trasmettitori e crackare così il sistema.

Pensiate che ci siano volute chissà quali tecnologie dal costo spropositato? Vi sbagliate! L’insieme degli strumenti che è stato utilizzato ha un prezzo che può andare dai 75 ai 750 Euro e, come se non bastasse, il gruppo di finti-ladri è riuscito, modificando la connessione tra le antenne, anche a sbloccare e far partire le automobili fino ad una distanza di otto metri, dimostrando così che basta proprio poco per riuscire a intercettare la giusta frequenza radio della chiave.

Il bello (o il brutto) di tutta questa procedura è che il furto così perpetrato non lascia affatto traccia sull’auto: essa riceve il suo corretto segnale e quindi non risulta che venga forzata, non dando così modo all’allarme e agli altri sistemi di sicurezza d’entrare in funzione.

In questo modo le auto con accensione tramite pulsante che tanto si stanno diffondendo sarebbero anche le più facili da rubare, in quanto il sistema riconoscerebbe già la frequenza usata per aprire le portiere come quella giusta anche per poter utilizzare l’auto, permettendo così un furto “perfetto”.

Ironicamente, le automobili ancora con un sistema d’accensione che richieda la cara vecchia chiave sarebbero più difficili da rubare: in quel caso i ladri, pur entrando nell’auto, dovrebbero comunque impegnarsi a farla partire senza chiave, cosa ovviamente fattibile ma non senza lasciare tracce, seppur minime.

Volete avere ancora una pessima notizia? Sembra che la ricerca svizzera abbia rivelato che le chiavi elettroniche di un medesimo modello (o anche quelle dello stesso costruttore) utilizzano il medesimo sistema: in questo modo il lavoro dei malintenzionati sarebbe ancora più semplice in quanto come si apre un veicolo, così se ne possono aprire milioni di altri simili.

Ad ogni modo è vero il proverbio che “non tutto il male viene per nuocere”: gli stessi ricercatori elvetici che hanno scoperto questa “falla” nel sistema, ora stanno lavorando a come ripararla e renderla inoffensiva.