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Multa in base al reddito: così fanno in Svizzera
Sono anni che se ne parla nelle alte sfere legislative e anche se l’attuale Governo sta preparando le valige sono molteplici le proposte per migliorare il Codice della Strada vigente.
14/03/2018

Tra le varie idee che arrivano, ce n’è una che periodicamente riemerge, e riguarda uno degli aspetti più temuti da tutti gli automobilisti, le multe: non sarebbe più equo bilanciarle in base al reddito di chi compie l’infrazione, così da trasformarle in deterrenti efficaci realmente per tutti?

Un’altra proposta è quella di collegare l’importo della multa alla potenza del veicolo (come già avviene per il normale bollo auto), oltre che alla dichiarazione dei redditi del trasgressore: in questo modo si potrebbero così smascherare anche un buon numero di evasori fiscali, che dichiarano al fisco molto meno di quanto guadagnino.

Per garantire un cambiamento del genere, però, è ovvio che sarebbe necessaria una variazione della normativa vigente: attualmente è infatti previsto che (a parte singoli casi espressamente previsti) la massima sanzione amministrativa pecuniaria non possa superare il decuplo di quella minima. Allora le cose non potranno mai cambiare? Non è detto, visto che nell’ordinamento del nostro Paese, infatti, è stata già introdotta una proporzionalità tra reddito e sanzione: nel caso di violazioni della privacy, infatti, pene pecuniarie possono essere incrementate fino al quadruplo del previsto, qualora rischino di diventare inefficaci per via delle condizioni economiche del trasgressore.

La proposta, come detto, non è nuova, e si basa sull’esempio di alcuni paesi europei, come Finlandia e, per quanto riguarda le sanzioni pecuniarie dopo la condanna penale, Svizzera. Nel paese scandinavo, infatti, il boss della Nokia era stato multato di ben 116 mila Euro dopo essere stato beccato a sfrecciare ben oltre il limite di velocità, in sella alla sua Harley-Davidson nei dintorni di Helsinki. Per arrivare a questa cifra, la legislazione finlandese si era quindi basata sul suo reddito annuale (pari a circa 14 milioni di Euro), così da calcolare un importo congruo alle sue entrate.

In Svizzera, invece, la modulazione della pena pecuniaria è conseguente a una condanna penale, che avviene dopo una violazione per eccesso di velocità superiore a 25 Km/h rispetto al limite in vigore; in ogni caso, per chi sgarra, non c’è da stare allegri: un trentasettenne svedese, infatti, si è visto affibbiare un contravvenzione di quasi 930 mila Euro, dopo esser stato fotografato mentre sfrecciava alla velocità record (mai registrata prima nel paese elvetico) di 290 Km/h, sull’autostrada tra Berna e Losanna. Per determinare l’importo, anche in questo caso, è stato preso in considerazione il reddito del trasgressore, così come nel caso dell’uomo d’affari che, nel 2010, era transitato a 100 Km/h nel centro abitato di Morschwil (Cantone San Gallo), “guadagnandosi” una sanzione di circa 200 mila Euro.