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Unimog e Classe G: summit dei giganti del fuoristrada!
Veicoli in grado di dare il meglio nel fuoristrada estremo, capaci di evolversi coerentemente da decenni a livello tecnologico e di conquistare una schiera di fedeli appassionati in tutto il mondo
01/08/2019

ILa Mercedes-Benz Classe G è stato un concept rivoluzionario fin dalla sua nascita: 
mai prima di allora si erano viste eccellenti doti off-road abbinate a guidabilità su strada e sicurezza senza compromessi. La Serie di autovetture Mercedes, la più longeva in assoluto, è prodotta da quattro decenni a Graz (Austria) con grande passione e cura artigianale. L’elevato livello qualitativo ha dato i suoi frutti: l’80% di tutte le Classe G prodotte circola ancora sulle strade asfaltate e fuoristrada di tutto il mondo. Grazie al suo telaio a longheroni e traverse di serie, ai tre bloccaggi del differenziale al 100% ed al rapporto fuoristrada LOW RANGE, Classe G riesce ad arrivare praticamente ovunque. A seconda del terreno, la sua capacità di salita arriva fino al 100%. In posizione inclinata di 35 gradi, la stabilità di Classe G consente di proseguire la marcia, mentre grazie alla profondità di guado di 70 cm si possono attraversare agevolmente anche piccoli corsi d’acqua. Classe G, di conseguenza, è predestinata alle più svariate destinazioni d’uso. Numerose versioni speciali mettono in evidenza i suoi punti di forza, per esempio al fianco di Polizia, Vigili del Fuoco e servizi di soccorso. L’icona dell’off-road è anche famosa in tutto il mondo come ‘Papa-mobile’: verniciata in tonalità madreperla e dotata di un allestimento speciale vetrato, è stata la vettura di servizio che ha accompagnato Papa Giovanni Paolo II negli anni ’80.

Mentre Classe G brilla anche come vettura all’insegna del ‘lifestyle’, Mercedes-Benz Unimog è, come si suol dire, un vero e proprio ‘mulo’. In Francia viene impiegato come veicolo antincendio per gli incendi boschivi, in Sicilia come ‘shuttle-bus’ per accompagnare i turisti sull’Etna; supporta inoltre la Deutsche Gesellschaft zur Rettung Schiffbrüchiger (Associazione Tedesca di Ricerca e Soccorso in Mare) come veicolo di soccorso. Le sue doti off-road e la sua affidabilità ne fanno un partner su cui potere sempre contare in tutto il mondo, grazie anche agli oltre 650 Punti di Assistenza Unimog presenti in più di 130 Paesi. I lettori della rivista specializzata ‘Off Road’ lo hanno eletto per ben 15 volte consecutive come Fuoristrada dell’anno nella categoria ‘Veicoli speciali’.

Il primo Unimog U 25 doveva accontentarsi di soli 25 CV: sotto il cofano del veicolo, lungo 3,57 metri, era montato un motore a quattro cilindri con una cilindrata di 1,7 litri. Dell’U 25 furono prodotti 5.846 esemplari. Nel 1955 l’avvento dell’Unimog S rappresentò la prima grande evoluzione di rilievo. Ancora oggi è il ‘bestseller’ tra i modelli Unimog. Il propulsore era un sei cilindri a benzina da 2,2 litri con una potenza di 80 CV, che fu montato anche sulla 220 S, la berlina di lusso dell’epoca. Dato che anche il suo consumo di benzina era un autentico lusso, la successiva Serie 416 del 1965 fu prodotta esclusivamente con motori diesel. Durante il miracolo economico i modelli Unimog andarono a ruba: in 24 anni di produzione furono venduti complessivamente 45.336 esemplari dell’U 416, che diventò così la seconda Serie Unimog più venduta dopo l’Unimog S. Le destinazioni d’uso furono, di conseguenza, molteplici: come veicolo per convogli umanitari, su rotaia in versione bimodale o anche come ambulanza. A questi si aggiunsero diverse varianti come motrice con semirimorchio o adattamenti per veicoli a tre assi e cingolati. L’Unimog ‘numero 250.000’ uscì dalle linee di montaggio già nel 1984, fino al 2002 furono prodotti a Gaggenau 320.748 esemplari ed a tutt’oggi è stata superata quota 350.000. Una cifra ragguardevole per un veicolo altamente specializzato come l’Unimog. Dal 2002 la produzione è concentrata a Wörth, nello stabilimento per veicoli industriali più grande a livello mondiale. Nel 2006 è stato inaugurato a Gaggenau un museo dedicato all’affascinante mondo dell’Unimog, che può essere provato in prima persona anche su un circuito di prova dedicato, con una pendenza del 100%.