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Arriva il "bonus-manus" per la CO2
La Commissione Bilancio della Camera ha approvato una forma di tassazione "tutta nuova" che si basa sulle emissioni di anidride carbonica.
06/12/2018

Far cassa, sempre, comunque e - come da decenni accade: sulle spalle degli automobilisti. Pare questo il succo della norma appena approvata dalla Commissione Bilancio della Camera che introduce un'originalissima tassazione sull'acquisto delle auto nuove, proporzionale alla CO2 prodotta.

Un'idea che suona come punizione per le auto più inquinanti e come promozione per quelle più ecologiche, ma che rischia - per come scritta. di penalizzare e basta gli automobilisti. Perché? Semplice: a godere degli incentivi sono le auto meno inquinanti è vero, ma dai prezzi spropositati di elettriche o ibride. Il comune mortale che può permettersi un'utilitaria si troverà invece a pagare di più. Qualcosa non quadra ed ecco la nota, decisamente critica, con la quale l'Unione che racchiude i Costruttori di Auto Estere in Italia ha commentato l'introduzione della nuova norma.

Il paradosso di una proposta, che è meritevole nell’intento, ma che nei fatti non migliorerà la problematica del rinnovo del parco e dell’inquinamento delle nostre città.

La misura c.d. bonus-malus sulle emissioni di CO2 delle nuove autovetture, approvata ieri notte dalla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell'esame del Disegno di Legge di Bilancio 2019, rappresenta sicuramente un segnale interessante ed apprezzabile nell’intento, ma l’impostazione del provvedimento non è funzionale agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere e cioè il miglioramento della qualità dell’aria ed il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa.

Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019.

Apprezziamo sicuramente il tema della pluriennalità e il rispetto del paradigma della neutralità tecnologica, ma riteniamo inaccettabile colpire così duramente gli automobilisti italiani con una nuova tassazione sui veicoli di ultima generazione. Più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo mentre in Italia potranno continuare a circolare liberamente, senza l'imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni.

Inoltre, non è prevista la rottamazione di veicoli obsoleti che riteniamo assolutamente prioritaria perché è fondamentale svecchiare il nostro parco.

Infine, a livello di risorse, si rischia di investire inadeguatamente un ammontare di risorse pubbliche molto significativo (circa 300 mln di euro all’anno) perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono.

Chiediamo, quindi, a tutte le Istituzioni competenti l’apertura di un confronto immediato per migliorare insieme a tutti gli stakeholder un impianto normativo che merita adeguato approfondimento per non sprecare un’occasione molto importante per rinnovare il nostro parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell'attuale formulazione del provvedimento.