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E' nata la “smart-box” della Stella: ce ne parla Lucio Tropea
Il Direttore Vendite Smart Italia ci parla del futuro di Smart 100% elettrico.
15/05/2018

Che la “lampadina” di una nuova era, quella della e-mobility, si fosse accesa, è cosa nota da diverso tempo. Smart ne è l'emblema, tanto che a partire dal 2020 sarà prodotta unicamente in versione elettrica. Già questo fa capire le intenzioni di Mercedes. L'elettrico partirà dalle città e la conferma è data dal fatto che la Casa tedesca è stata presente (quest'anno solo come sponsor, fra due stagioni in maniera attiva) al campionato di Formula E.

Lo sguardo al futuro del Gruppo ci è stato fornito da Lucio Tropea, Direttore Vendite Smart Italia e Innovation Sales in un'intervista che parte proprio dalla Formula E.

La Formula E a Roma è stata un'ottima piattaforma non solo per dare visibilità al marchio ma anche occasione per presentare la Smart EQ fortwo e-cup, il primo campionato italiano monomarca elettrico. In sostanza vogliamo far vedere quanto la Smart elettrica sia divertente, anche più di una Brabus e poi puntiamo ai servizi: fra tre anni garantiremo il servizio gratuito di climatizzazione dell'auto, un servizio che fa la differenza con il Car-to-Go: immagina di prendere ad Agosto una Smart parcheggiata e trovarla alla temperatura desiderata. Un servizio prima dedicato solo ad auto come Classe S.

Nel processo dell'elettrificazione possiamo dire che Mercedes è avvantaggiata grazie a Smart che ha fatto da apripista?

Con Smart Mercedes è avvantaggiata per tre motivi: 1 - Il prodotto: Smart elettrica è sul listino dal 2007, quando all'epoca non si sapeva neanche cosa fosse una wall Box, quindi 10 anni di esperienza sono un bel patrimonio. 2 - Strategia di posizionamento: la Smart è sempre stata un prodotto costoso, oggi è l'auto elettrica più economica del mercato. Oggi la Smart si compra con un mensile. Tra versioni speciali e premi permuta riusciamo a soddisfare i clienti e lavorando a rate siamo molto competitivi. 3 - Smart è city car: noi partiamo dalle città, ovvero dal luogo che offre più vantaggi (ztl gratis, strisce blu gratis,..). Se vediamo la propagazione dell'elettrico come un'onda, come un sasso lanciato nello stagno, le onde si sviluppano partendo dalle città. Insomma, è il prodotto giusto al momento giusto.

L'elettrico di Mercedes partirà dalle città non solo per Smart ma anche per il resto della flotta, anche per i veicoli commerciali. L'utente che ha deciso di andare elettrico, sceglie solo auto elettriche, non c'è ibrido che tenga. E poi chi sceglie l'elettrico non torna più indietro, c'è dietro anche una logica di guida molto rilassante.

Da dove partirà Mercedes-Benz è chiaro, ma quali sono i limiti per il diffondersi dell'auto elettrica?

Il tema del costo delle auto elettriche è un tema smarcato, ampiamente sviscerato attraverso le analisi di mercato. Che l'auto elettrica costi di più non è percepito come un problema. Il cliente è disposto a spendere qualcosa in più perché sa che i costi di esercizio sono inferiori. Il problema percepito è quello dell'ansia da autonomia, legata a due fattori: quello della batteria e quello della densità della rete di ricarica. Per quanto riguarda la batteria, su For Four ad esempio abbiamo fatto delle valutazioni molto accurate, perché qui c'è fisicamente lo spazio per raddoppiare il pacco batterie. Per quanto riguarda invece la rete di ricarica, abbiamo individuato quelli che io chiamo i “tre anelli concentrici” e che fanno parte dell'accordo con Enel.

Il primo è l'idea del “Porto sicuro”. L'utente nel 90% dei casi ha delle percorrenze standard e gran parte della giornata lascia la macchina ferma, a casa o in ufficio. L'idea è che chiunque abbia un porto sicuro, che sia un garage piuttosto che un posto auto condominiale o un parcheggio aziendale, questi vanno equipaggiati con infrastruttura di ricarica, ci vuole una wall-box. Noi ad esempio abbiamo previsto una wall-box installata gratuitamente e montata in 5 giorni lavorativi per chi acquista una Smart elettrica. Il secondo anello: abbiamo immaginato una rete di garage privati dove andiamo a infrastrutturare. La soluzione in questo caso si chiama “Ready to park”. E' un'applicazione gratuita per tutti i clienti Smart. Attualmente, solo sulla piazza di Roma ha già dentro circa 100 garage che danno la possibilità di prenotare il parcheggio. A chi non ha la possibilità di installare una wall-box diamo 1.000 euro da spendere attraverso l'app e per loro si attiva il sistema “ready to charge”. In collaborazione con Enel stiamo installando punti di ricarica in tutta la città. Oggi Roma ha 100 colonnine, noi entro settembre andremo a crearne altre 100 nei garage.

Dato che questi punti di ricarica saranno realizzati insieme ad Enel, saranno a disposizione di tutti i clienti elettrici?

Assolutamente sì. Abbiamo fatto una scommessa forte sulla densità delle infrastrutture. Noi ci abbiamo messo tutti i parcheggi con i contratti fatti, Enel si è ritrovata tutti i posti pronti dove installare, che non è cosa da poco, in cambio ci hanno dato priorità nel mettere le colonnine dove abbiamo molti clienti Smart, in questo modo mi trovo a poter orientare l'installazione prioritaria lì dove ho più clienti. Ovviamente iniziamo da Roma dove abbiamo 130.000 clienti Smart.

Il terzo anello, infine, prevede che ci appoggeremo alle infrastrutture pubbliche, ovvero alle colonnine in strada. L'infrastruttura pubblica sarà per forza di cose implementata. Quello che noi possiamo fare è garantirne un utilizzo più confortevole e quindi, sempre attraverso l'App “ready to park” sarà possibile vedere i punti di ricarica pubblici, e facilitarne l'utilizzo. Al momento l'accordo è con Enel ma noi stiamo lavorando con tutti i partner infrastrutturali. Più siamo meglio è, ben venga qualsiasi progetto che concede una wall-box gratuita. In Italia, quello dell'elettrico è un campo talmente sgombro che chiunque metta una wall-box da almeno 3 kw è un benefattore. Qualsiasi esperimento va bene. C'è spazio per tutti. In questo momento, in concreto, ci siamo noi e c'è Nissan.

Cosa comporterà il passaggio all'elettrico per le aziende italiane che lavorano con il Gruppo Mercedes? I fornitori italiani che fine faranno? Quali saranno le conseguenze sull'indotto?

Non posso parlare dell'indotto perché non so quali componenti delle nostre auto sono prodotti in Italia e quali no, però posso dire che se anche le auto elettriche consumano meno i freni, hanno comunque le gomme, i cristalli e la carrozzeria, come tutte le altre. Tre business importanti nell'indotto dell'automobile. Inoltre, la tendenza mercato è che tutti stanno dando lunghe garanzie sul pacco batterie. Noi in Mercedes sulle city car ad esempio diamo 8 anni. Estendere le batterie vuol dire far rimanere il cliente affezionato alle reti di assistenza. Quindi se da una parte ci sono meno consumabili, dall'altra ci sono interventi più specifici. La manutenzione sulle auto elettriche richiede formazione.

Attualmente la quota elettrica che stiamo vendendo oggi è lo 0,1% del mercato. E se anche dovesse accadere quello che dicono, ovvero che entro il 2020 un quarto del venduto sarà elettrico, ora che il parco circolante viene sostituito passano altri 15 anni. C'è tutto il tempo per dedicarsi alla formazione. Il nostro Paese tra l'altro ha approvato la norma della convertibilità dal benzina all'elettrico. Sulla carta è possibile prendere una Panda, tirar fuori tutta la meccanica, impiantare una meccanica elettrica e farla riomologare, un po' come si fa con il gpl, quindi si crea un piano di business legato alla riconversione, ammesso che abbia un senso. Nel breve periodo ci vedo più rischi che vantaggi, comunque anche per questo c'è tutto il tempo per prepararsi e formarsi. Se uno la vive con un po' di fiuto c'è più business di prima.

Parafrasando una nota canzone di Battisti, stavolta sembra proprio che la strada verso una mobilità anche elettrica “non sarà un'illusione”, e fosse la volta buona...